Vita mia

Sei magia dell’essere

forza misteriosa

dono ancestrale della notte dei tempi.

Dissetami ogni giorno di te, preziosa essenza.

E anche nei momenti più bui

nel tunnel nero

quando non vedo luce e tutto crolla,

non posso gettarti via,

là dove muore il sole

dove le tenebre inghiottono.

Non deciderò io il tuo epilogo,

sarà il destino a toglierti da me.

Ti amo troppo, o vita mia.

Giovanni Margarone, 2019

L’homme de Noël

E’ con questa poesia in francese, scritta da me anni fa, che voglio augurare a tutti Buon Natale, con un pensiero rivolto a chi è povero e solo.

L’homme de Noël

Un jour en hiver
l’homme passe pour une rue de verglas
Il fait froid, très froid
le temps c’est passè
la pensèe de l’homme tombe  sur la neige
qu’est-ce-que vous faites? Dit une madame qui passait just à côté
je suis pouvre madame, dit l’homme
la vie ne m’a pas donnè rien!
maintenant c’est Noël
les enfant et tout le monde attend les cadeaux
… et pour moi? Que-est-ce qu’il ya?
Noël n’est pas  rien pour moi
je n’ai pas un sou
pour le pauvres Noël est toujours le même jour!
si le monde à Noël ne pense pas aux pauvres, qu’est-ce-que ce Noël?
La neige tombe sur l’homme, il fait froid, pour lui-meme  n’est pas Noël.
Giovanni Margarone (2012)

Treno

Treno.
Il treno corre veloce, troppo veloce
È come la vita che ti sfugge di mano
E incalza e ti morde
Momenti felici, tristi ricordi
Tutto passa davanti ai tuoi occhi
Come il paesaggio dal finestrino
Campagna arida, pioppi e canneti
Mare, orizzonti e basse colline
Corrono via come i tuoi sogni
E li vuoi prendere, respirare
Ma tutto corre via
Negli occhi ti resta un abbaglio
Lampo di luce che ti acceca e scompare
La vita è come il treno
Carico di speranze e infiniti pensieri
E quando si ferma nel buio di una notte d’inverno
È come la vita, finita
Ti guardi indietro, sospiri
Di fronte a te non c’è più nulla: il freddo vuoto
Allora ti accorgi che dovevi afferrare quel pezzo di mare, quella bassa collina
Mentre il paesaggio dal finestrino correva innanzi agli occhi tuoi.

                                         Giovanni Margarone (2018)

 

 

 

 

Terra nostra

 

hdr

Terra nostra.

Tra le fronde d’ulivi
Il mare luccica
Mentre il frinir di cicale udivi
L’anima tua ti stuzzica
Fresco di pineta
Profumi di limoni
Il cuor tuo allieta
Festa di suoni
È la sua voce
Ti rasserena e acquieta
Lontano dallo stridio della tristezza atroce
Rifulge agli occhi tuoi il suo splendore
Salmastro odore
Il suo vento fresco, è nostra madre premurosa
È la Liguria, terra nostra amorosa.

Giovanni Margarone (2018)

 

 

 

LA MONTAGNA

digLa montagna.

Da sempre domini il golfo
da lassù vedo oltre l’orizzonte
il tuo sole mi vivifica.
Un vento di pace trovo in te
ascolto il tuo silenzio
il mio occhio gioisce.
Sulla neve, di fronte al mare, mi sento lieto.
Se tutti gli uomini venissero qui,
se ascoltassero il tuo silenzio
capirebbero cos’è la pace.
Tu, gigante, insegnacelo…
perché non abbiamo ancora capito cos’è.

Giovanni Margarone (2018)

 

Vetta

IMG_3948Vetta.
Era una giornata afosa,
camminavo per un ripido sentiero che conduceva alla vetta.
Sentivo una forza nelle gambe che mi spingeva verso l’alto e non mi faceva sentire la fatica.
Era il mio bisogno irrefrenabile di andare sempre avanti lassù, verso la vetta.
Lassù avrei visto la Terra e ciò mi avrebbe donato finalmente la pace.

Giovanni Margarone (2018)

Mare

All-focusMare.
A te, o mare.
Traggo forza dal tuo vento.
Chiudo gli occhi e sento il tuo respiro.
Il tuo salmastro m’inebria.
La tua energia la sento nelle mie mani.
La tua vastità induce al rispetto.
Chiudo gli occhi e sento il mio respiro come il tuo.
Mi sento parte di te.
Seduto su questa roccia ti guardo.
E mentre il rosso del tramonto riflette su di noi.
La tua energia rimane in me.
Raggiungo l’estasi e sento di non poter fare a meno di te, o mare mio.

Giovanni Margarone (2018)