RASSEGNA STAMPA: sul Messaggero Veneto altro articolo sulle “Ombre”

Messaggero Veneto del 20 marzo 2019
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RASSEGNA STAMPA: OSPITE in diretta a SEILATV (Bergamo)

MARTEDI 2 APRILE 2019 ALLE 17,45 CIRCA SARO’ OSPITE  – IN DIRETTA – DELLA TRASMISSIONE
“POMERIGGIO 216” CONDOTTA DA BARBARA CARAMELLI.

UN GRAZIE ALLA REDAZIONE PER L’INVITO

LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE: PRESENTAZIONE DEL LIBRO

 

PRESSO LA VILLA DE BRANDIS, IN SAN GIOVANNI AL NATISONE (UDINE)
ALLE ORE 18,00

INTRODOTTO DALL’ARTISTA E POETA

ENRICO MARRAS

 

PRESENTERO’:

 

LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE

 

EVENTO ORGANIZZATO DAL COMUNE DI SAN GIOVANNI AL NATISONE E DALLA BIBLIOTECA CIVICA COMUNALE CHE RINGRAZIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La letteratura oggi

Nel precedente articolo, era stato trattato, a grandi linee, il significato della letteratura quale fenomeno vivo che segue il divenire dell’umanità, proiettato verso l’infinito al pari dell’universo cosmico. Per questo, le vicende di questo fondamentale scibile, partite dagli albori della civiltà, hanno fatto sì che fossero contemporanee ad ogni epoca ed all’evoluzione linguistica. Così si è giunti fino a noi, epoca in cui i grandi del novecento sono diventati classici e assoluti fondamenti della letteratura contemporanea. Ma come definire oggi la letteratura contemporanea? Innanzitutto vive un sofferto rapporto con la lingua, sia nel caso italiano, sia nel caso degli altri idiomi. Non si può non ammettere che la nostra lingua subisca continue, se pur talvolta impercettibili, variazioni a causa del mutare dei contesti (a causa dei molteplici ambiti socio-culturali), nonché della concezione stessa di lingua nazionale unitaria, che in pratica non esiste soprattutto per ciò che concerne l’idioma parlato, per la pluralità delle influenze geografiche (in primis, le differenze sia del lessico, sia delle forme verbali tra nord, centro e sud in cui il diversificato uso di forme idiomatiche di origine storico-linguistica incide non poco nei costrutti orto-grammaticali-sintattici). Differenze che, tuttavia, emersero già negli autori del passato, citando, ad esempio, il Pirandello siciliano e lo Svevo giuliano oppure il teatro dialettale di Edoardo De Filippo. Italiano quindi lingua dinamica, in continua evoluzione. Ma forse è questa la peculiarità che contraddistingue le letterature delle varie epoche, nondimeno le stesse epoche in cui i personaggi si muovono dando testimonianza degli usi e delle consuetudini del passato. Ma queste caratteristiche le ritroviamo anche nella letteratura straniera richiamando il rapporto stretto con la lingua, seppur con dinamiche talvolta differenti. Leggeremo un francese più classico con Proust, un russo d’altri tempi con Tolstoj e via dicendo. Ma nella letteratura contemporanea, si osserva un’ulteriore poliedricità sia riguardo alle tematiche narrative, sia riguardo agli autori, sia riguardo ad altri fattori influenzanti. L’allargata platea di lettori (enormemente cresciuta rispetto, per esempio, al periodo ottocentesco quando la lettura era appannaggio solo di determinate classi sociali a causa dell’elevato tasso di povertà e analfabetismo) ha favorito non poco all’espansione di determinati settori narrativi. Infatti, sin dalla fine dell’800, presero piede narrative nuove come la fantascienza e il fantastico, e poi il thriller e il giallo, fino ad arrivare alla narrativa Romance. Correnti letterarie conservatrici hanno spesso disdegnato una certa narrativa di genere, prediligendo quella cara a scrittori come Calvino e Pavese, forte di un neorealismo che tuttavia uscì dai canoni classici dei grandi romanzieri del passato. Il risultato di quest’evoluzione, che tuttavia continua ad essere in atto anche ai nostri giorni, è una letteratura assai poliedrica. Ma un aspetto assolutamente non trascurabile e forse anche preoccupante è affiorato nel contesto letterario contemporaneo: il ritenere il libro un prodotto commerciale. Il libro è diventato un bene di consumo (e riguardo alla diffusione non ci sarebbero obiezioni, considerato che la cultura dev’essere patrimonio dell’intera collettività); però l’eccessivo slancio verso un’ottica commerciale che spesso sovrasta sulla qualità stessa delle opere è sintomo di una visione consumistica e di profitto provocante un caotico sistema di mercato, mosso da interessi tutt’altro che culturali, attorno al quale gravitano migliaia di case editrici e un vero esercito di autori tra i quali moltissimi, sebbene scrivano opere di sicuro pregio, fanno fatica ad emergere. Quindi una letteratura poliedrica e influenzata dal mercato: questo è il contesto letterario odierno. E in questo mare di libri il lettore, seppur attento, si trova spesso disorientato. Sugli scaffali delle librerie, è ormai facile trovare opere di bassa qualità, che forse un domani nessuno ricorderà. Per questo occorre tornare a usare una sorta di setaccio, che permetta ai veri scrittori (emergenti inclusi) di proporre le proprie opere; che finisca l’inflazione di libri di mediocre qualità, spesso spacciati per opere di valore solo perché marchiati da un brand. In una parola: più serietà, che ponga fine alla mercificazione della letteratura, con il ritorno della valorizzazione della qualità dei contenuti di qualunque genere siano, mettendo da parte quell’ideologia consumistica che purtroppo continua a caratterizzare la nostra epoca negli ambiti più disparati.

Solo così potremo lasciare ai posteri opere che resteranno nelle biblioteche e potranno essere annoverate tra i classici del domani.

(Giovanni Margarone, 2019)

La letteratura è vita

Quando si parla di letteratura, forse non si può cogliere l’esatta percezione del fenomeno, perchè le sue origini, che s’affondano nella profondità del tempo, fanno sì che tutto sia poliedrico, immenso. Un universo che per grandezza eguaglia quello cosmico perchè tende all’infinito.

Ed è un universo in continua evoluzione, che ha seguito le trasformazioni dalle lingue e che viaggia in parallelo con quella cultura orale tramandata da una generazione all’altra arrivata fino a noi.

Non si può negare che la scrittura e l’oralità siano sempre state contemporanee e legate fra loro, perchè il sistema di codificare il messaggio orale risale per lo meno dai Sumeri. Ed è grazie ai documenti, giunti fino a noi, che è stato possibile scoprire e conoscere le antiche civiltà e la loro cultura.

Nel mondo occidentale, è senza ombra di dubbio la civiltà greca quella che ha influito di più sulla cultura occidentale. E Omero recitò i suoi poemi oralmente, fino a quando poi furono trascritti. Questo gigante, grande padre indiscusso e venerato nei secoli, del quale si hanno vaghe notizie sulla sua vita a tal punto da avere dubbi sulla sua stessa esistenza, ha lasciato ai posteri opere immortali, dalle quali non solo è stata tratta ispirazione per altrettante opere immortali nel corso dei secoli, ma da quel greco antico sono derivate in parte talune lingue moderne, come l’italiano.

Successivamente fu la latinità, d’indubbia influenza greca, a fondare i pilastri linguistici e culturali dell’occidente giunti fino a noi, filtrata nel periodo medievale, senza i quali nulla di ciò che diciamo e leggiamo potrebbe esistere.

Certo, è un discorso complesso che non si può compendiare in queste poche righe. Ma il risultato è stato uno: la letteratura. Uno scibile umano dalle nobili origini rinnovatosi nel tempo, nel corso del quale ogni epoca. La letteratura in prosa e poesia fu conosciuta fino al XVIII secolo con l'”eloquenza” (la lettura in pubblico delle opere scritte), poi abbandonata con la diffusione dell’editoria, mentre il teatro (che ha nella tragedia e nella commedia in sui pilastri fondamentali) è giunto trionfale  fino ai nostri giorni.

Così la letteratura è arrivata ai nostri giorni, imponendosi sempre nel vasto panorama culturale, perchè è la magia delle parole, che scaturisce dalla creatività dell’autore, scrittore, poeta o drammaturgo che sia, e che continua a stupire, arricchendosi senza mai fermarsi.

Forse è proprio grazie alla letteratura che l’uomo ha raggiunto quel desiderio d’immortalità. Come non pensare che Dante sia vivo fra noi quanto leggiamo un canto della Divina Commedia? La sua voce continua ad echeggiare ovunque, perchè la letteratura è voce. Una voce che ha sconfitto il freddo silenzio della morte tanto temuta dall’uomo. E questa immortalità rende peculiare una delle più grandi manifestazioni umane che è la letteratura. Non ci sarà catastrofe che annienterà le lettere qualcuno ha detto ed aveva ragione: i cataclismi della storia, in cui l’uomo stesso sembrava si annientasse, non sono riusciti ad uccidere la letteratura.

La letteratura è vita e parla della stessa vita dell’uomo, con le sue fragilità, le sue paure, le sue speranze, le sue verità e i suoi misteri. Con la letteratura l’uomo si riattualizza e corre verso l’infinito.

Ciò che si scrive oggi continuerà a vivere un domani, vivrà per sempre.

(Giovanni Margarone, 2019)

Decandentismo culturale

Tempo fa, restai sbalordito quando, per caso, scoprii che la senatrice a vita Elena Cattaneo, ricercatrice e scienziata  di fama internazionale al servizio di una università italiana, veniva retribuita con uno stipendio di 3.300 Euro al mese: questa è la dimostrazione, inequivocabile, di quanto investa lo Stato Italiano per la ricerca scientifica e, in generale, per la cultura e tutto ciò che è attinente ad essa.
E’ stato calcolato che in Italia, per l’istruzione a tutti i livelli, la cultura e la ricerca, viene investito appena l’1% del PIL, tale stima ci porta a fanalino di coda rispetto ai partners europei: un triste primato per un paese che è stato, sin dalla notte dei tempi, culla della cultura, con le città e i paesi ricchi di beni culturali, una letteratura senza pari al mondo e che dire della poi musica: nel nostro paese le orchestre chiudono, significativa fu la protesta del Maestro Riccardo Muti!
Tristezza, soltanto tristezza è il sentimento comune, considerate invece le consistenze in termini di investimenti in altri settori di minore portata e valenza.
Un paese che non investe nella cultura è destinato inesorabilmente a diventare povero, non solo economicamente.
Se visitiamo una scuola pubblica ci imbattiamo in docenti esasperati che devono sfruttare i pochi strumenti messi loro a disposizione per insegnare, percependo uno stipendio mensile che non può ritenersi degno di una nazione europea occidentale.
Il 70% degli edifici scolastici non sono a norma in termini di sicurezza e i tagli nel settore sono stati lineari e profondi, mancanza di fondi: questa è stata la parola d’ordine… e chi ci rimette sono i nostri figli che vanno a scuola, coloro che un giorno avranno in mano la società.
La scuola forma gli operatori del futuro, dovrebbe essere l’eccellenza del settore pubblico, il fiore all’occhiello.
E che dire dell’istruzione superiore e universitaria?
Anche qui carenze di fondi e professori mal pagati, ricercatori insufficientemente retribuiti, risultato? Fuga incessante di cervelli, le migliori menti nate e cresciute nella nostra bella Italia emigrano laddove possono trovare un impiego degno, gratificante e ben remunerato.
Certo: alcuni come la Prof.ssa Cattaneo sono rimasti nel loro paese, ma a quali condizioni e con quali sacrifici?
Per non parlare dei ricercatori associati ai dipartimenti: contratti di collaborazione a termine con retribuzioni inique, senza diritti sindacali e senza la possibilità di formare una carriera contributiva: dei veri schiavi moderni con menti brillanti, che grazie al loro impegno (spesso nell’ombra) contribuiscono allo sviluppo della ricerca nei più svariati settori che portano a risultati scientifici di livello mondiale a vantaggio dell’umanità intera.
Questo è un periodo di vero decandentismo. E in un mondo che gira grazie alla scienza, il nostro paese arretra, inesorabilmente.
E’ obbligatorio investire nella cultura e nella ricerca almeno al pari di altri partners europei, fronteggiare la fuga dei cervelli, riattrarli nel nostro paese per creare sviluppo, riformare scuole e università, gratificare docenti e ricercatori, insomma, portarsi a una “normalità” al passo con questi tempi, dove il lavoro intellettuale e di concetto ha ormai preso il sopravvento su quello manuale. Ma di questo, nel programma del governo attuale, non c’è traccia.
Investire nella cultura e nella ricerca porta lavoro e può essere un vero volano se associato a politiche economiche adeguate e strutturali.
E’ inutile vantarsi di avere treni ad alta velocità (anche qui ci sono riserve, vedi la diatriba della TAV) e nel contempo assistere a un inesorabile decadenza della nostro patrimonio culturale, con un analfabetismo di ritorno a dir poco preoccupante: è un paradosso. La cultura è un bene prezioso, da rilanciare e con forza. E’ il vero bene italiano e non dobbiamo, non possiamo farcelo sfuggire.
(Giovanni Margarone, 2019)

1 marzo 2012-1 marzo 2019: Tributo a Lucio Dalla

A sette anni dalla scomparsa di questo grande cantautore italiano, ripropongo quest’articolo scritto il giorno della sua scomparsa, un tributo a questo maestro della musica leggera italiana, un poeta intramontabile.

Addio Lucio

Una piazza, la tua piazza, gremita di gente che ti vuole bene, le tue canzoni che ripetutamente, da giorni, echeggiano per radio, l’indissolubile connubio di musica e poesia che fino all’ultimo giorno della tua vita hai voluto fosse il senso della tua arte.
L’uomo delle parole non messe a caso, provenienti dalla profondità di un animo nobile e generoso.
Spesso chi raggiunge il successo non lo conserva, ma te no, perché sei appartenuto ad una generazione ruggente che credeva nei valori e credeva nel suo pubblico, non ritenuto un mero fruitore della tua arte ma essenza basilare di un rapporto di amore e stima.
L’autenticità della tua personalità ti ha accompagnato per tutta la vita con la poesia e la musica, potevi essere un divo irraggiungibile, invece eri uno di noi tra di noi e questo è un qualcosa che fa delle persone dei giganti.
Morandi ha detto “che bello scherzo che ci hai fatto”, andare via cosi, sul più bello… si perché Lucio Dalla non era al declino, era sempre alla ribalta e per questo sarà sempre immortale.
L’immortalità si conquista tramite l’amore, è un modo per dire che quando si pensa alla morte, chi se ne va resta vivo se nella sua esistenza è stato capace di dare se stesso agli altri e trasmettere nell’anima degli altri un messaggio di amore e pace.
Lucio Dalla ci ha lasciato un testamento importante: saper guardare con ottimismo al futuro in quel connubio straordinario esistente tra lo spazio e il tempo, mettendo da parte l’ipocrisia e l’egoismo.
 
Grazie Lucio.
 
(Giovanni Margarone, 2012)

 

 

 

 

 

 

 

 

RASSEGNA STAMPA: le “Ombre” segnalate sulla rivista “Donna al Top”

 

Ecco la segnalazione de “Le ombre delle verità svelate” apparso sul periodico “Donna al Top” di questa settimana.

Ringrazio la redazione.

 

 

 

 

 

 

RASSEGNA STAMPA: OSPITE A RADIO GALILEO, ECCO L’INTERVISTA

ECCO A VOI LO STRALCIO DELL’INTERVISTA A   RADIO GALILEO       DELL’11 FEBBRAIO 2019 DOVE ERO OSPITE DELLA TRASMISSIONE “PER BREVITA’ CHIAMATO ARTISTA” CONDOTTA DA ALESSANDRO CAVALIERI CHE RINGRAZIO ANCORA PER L’INVITO

video disponibile anche sul mio
CANALE YOUTUBE

RASSEGNA STAMPA: OSPITE A RADIO VERA


SABATO 23 FEBBRAIO
(E NON IL 2 MARZO COME COMUNICATO IN PRECEDENZA)
ALLE 10,20
SARO’ OSPITE
AL PROGRAMMA DI RADIO VERA (BRESCIA) “LIBRARE TIME”
DURANTE IL QUALE  PRESENTERO’ IL MIO ROMANZO “LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE”

RINGRAZIO SENTITAMENTE DELL’INVITO LA CONDUTTRICE DEL PROGRAMMA
MARINA BROGNOLI

PER LA DIFFUSIONE NAZIONALE, L’INTERVISTA POTRA’ ESSERE ASCOLTATA IN STREAMING SUL SITO  RADIOVERA.NET
E POI SUL PODCAST DELLO STESSO SITO.

RASSEGNA STAMPA: OSPITE IN DIRETTA A RADIO GALILEO

Oggi, assieme al collega scrittore e poeta Marco Amore, sono stato ospite al programma “Per brevità chiamato artista” di Radio Galileo in Terni” dove ho presentato e commentato in una lunga diretta i miei romanzi Note fragili e Le ombre delle verità svelate. Un grazie immenso ad Alessandro Cavalieri per l’invito a questo programma culturale ascoltato in tutto il Centro Italia.

Un grazie a tutti coloro che hanno ascoltato la trasmissione questo lunedì 11 febbraio 2019! So che lo share è stato altissimo!

RECENSIONE DI “NOTE FRAGILI” a cura della scrittrice Carla Magnani

RECENSIONE DI “Note fragili”
a cura della scrittrice Carla Magnani che ringrazio pubblicamente.

Se è vero che colui che scrive mette sempre nella scrittura un po’ di sé, come non riconoscere in Francesco, il personaggio principale del romanzo ‘Note fragili’, tratti del suo autore.

La passione per la musica, per la buona letteratura, per la vita tesa a realizzare se stessi nell’arte e nei rapporti con gli altri sono presenza costante in ogni pagina. Come spesso accade non sempre questi elementi garantiscono la felicità, così il giovane Francesco si trova a fare i conti in famiglia con l’atteggiamento ostile del padre che non approva la sua totale dedizione allo studio del pianoforte. Ha il pieno appoggio della madre, insufficiente comunque a tacitare le sue inquietudini. Né andrà meglio con l’amore non ricambiato verso Sandra, causa involontaria di un drammatico incidente di cui lui sarà vittima.

Grazie all’amicizia con Michele, maestro di pianoforte e convinto estimatore delle doti artistiche di Francesco, quest’ultimo lascerà il borgo ligure affacciato sul mare per recarsi nel sud della Francia e poi a Parigi dove l’attenderanno importanti concerti. Sarà un susseguirsi di eventi accompagnati da altrettante emozioni. La conoscenza con Philippe, l’affetto tra i due in un rapporto quasi padre-figlio, il dolore per la morte di Michele e l’amore salvifico con la violinista croata Ana diventeranno parti essenziali della sua vita e formazione.

L’autore si affida a una scrittura che ci riporta ai classici della letteratura non solo italiana, dove troviamo attenzione per ogni singola parola e un uso voluto di termini ricercati in uno stile che lo contraddistingue da molta della produzione letteraria odierna. La descrizione degli ambienti, sia chiusi che aperti sullo spazio circostante, ben si adatta ai vari stati d’animo che vanno da sensazioni di abbandono e claustrofobiche, a rinnovate energie in cerca di un definitivo equilibrio personale.

Carla Magnani

RASSEGNA STAMPA: OSPITE DI RADIO GALILEO A TERNI

DOMANI 11 FEBBRAIO 2019 SARO’ OSPITE A RADIO GALILEO
DALLE 15,30 IN POI.

PER CHI E’ IN ZONE NON COPERTE DALL’EMITTENTE, PUO’ ASCOLTARMI IN STREAMING COLLEGANDOSI AL

SITO http://www.radiogalileo.it/

A ROMA SI ASCOLTA SULLA FREQ. 97.4 MHz

RASSEGNA STAMPA: OSPITE A RADIO MARTE ALLE 7,20 DEL 2 FEBBRAIO 2019

LA MATTINA DEL 2 FEBBRAIO 2019

ALLE ORE 7,20

SARO’ OSPITE A RADIO MARTE (NAPOLI)  DOVE PARLERO’ DEI MIEI LIBRI.

RINGRAZIO SENTITAMENTE DELL’INVITO

FRANCO SIMERI DI RADIO MARTE.

A LIVELLO NAZIONALE, POTRETE  ASCOLTARE L’INTERVISTA SUL SITO WEB: 

https://www.radiomarte.it/marte/  

NONCHE’ RIASCOLTARLA SUL PODCAST




BUON 2019!

Cari lettori e amici,

il 2018 è stato un bell’anno con Voi, denso di attività letteraria e tante soddisfazioni. Voglio quindi festeggiare con Voi l’inizio del nuovo anno, che sia altrettanto denso e che mi consenta di apportare un piccolo valore aggiunto alla narrativa italiana, continuando a trasfondere i miei messaggi attraverso i libri. A questo aggiungo che il mondo della rete in cui sto scrivendo diventi sempre più un valido strumento di osmosi tra lettori e autori e che funga veramente da veicolo per divulgare la cultura. In questa nostra epoca, c’è assoluto bisogno di valori, di sentimenti e di riflessione. Il nostro tempo è frenetico, tutto è immediato. Ci sentiamo talvolta confusi, vorremmo fermarci, ma non possiamo. Invece bisogna ogni tanto arrestarsi e oggi, che è l’ultimo giorno dell’anno, è il momento propizio per farlo. Una piccola pausa di riflessione per guardare dentro noi stessi, ripromettendoci, nell’anno che deve venire, di migliorare sempre, di non reiterare gli errori del passato e di cercare di uscire dal quel microcosmo personale che talvolta ci imprigiona e ci rende ciechi e sordi. Che l’anno 2019 sia un anno in cui vincano l’amore, la speranza, la solidarietà  e la fratellanza, valori di cui il mondo ha assoluto bisogno. 

Voglio ringraziare tutti coloro che in vari modi mi seguono e mi leggono, i blogger, gli autori, l’editore e il suo staff, chi mi ha recensito e intervistato, chi è stato di supporto alla mia attività letteraria.

Cresciamo insieme, l’unione fa la forza!

Buon 2019

Giovanni Margarone

 

 

 

 

 

AMOS OZ

 

Omaggio ad Amos Oz, scrittore e saggista, scomparso oggi. Un gigante della letteratura mondiale e della pace, fermo sostenitore della pacifica convivenza tra israeliani e palestinesi. Scrittore raffinato, arguto e umile. Una voce potente nell’eterno e terribile conflitto in Medioriente. Una voce del mondo alla quale m’inchino.

Che i suoi messaggi di pace siano ascoltati, che la sua voce, tramite i suoi libri, continui ad echeggiare là dove non c’è ancora la PACE.

DICEMBRE: S’AVVICINA NATALE…

natale 3

UN LIBRO E’ SEMPRE UN BEL REGALO!

PER QUESTO VI PROPONGO:

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CHE POTRETE TROVARE:

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NONCHE’ SU EDIZIONI KIMERIK.