Recensione di “Acuto” romanzo di Carla Magnani

E’ con infinito piacere che pubblico questa recensione da me scritta dopo la lettura del romanzo della collega e amica Carla Magnani.

RECENSIONE DEL ROMANZO “ACUTO” di Carla Magnani
Gilgamesh Edizioni.
A cura di Giovanni Margarone.

Personaggi contrastanti, l’affresco di un’epoca della storia italiana – quello del sessantotto – e l’amore, quello vero, sono gli elementi determinanti che caratterizzano “Acuto”.
Acuto è il divario tra l’indole ribelle e sovversiva di Ester rispetto a quella di Elisa, sua sorella.
Acuto è l’amore vissuto tra Marco ed Elisa.
Acuto è un passato che tornerà dirompente di fronte a Elisa, facendole riattualizzare l’amore, più autentico e intimo, con Marco.
Costante in tutta la narrazione è la vita di Elisa, che lei vuole il più normale possibile, fondata su principi morali e certezze che proprio nel sessantotto sono messi in discussione. Vorrebbe essere come una nave che mai incontri acque agitate. Ma la vita non è scevra da incidenti, salite, tristezze e patimenti. Ed è proprio il periodo storico che attraversa Elisa durante la sua giovinezza che la sollecita, la punzecchia. Una seduzione che tuttavia lei rifiuta, sostenuta dal padre borghese, figlio di quell’Italia del dopoguerra che tenta di nascondersi dietro un dito, celando le proprie pecche.
Tuttavia Elisa non riesce a rifiutare Marco, studente attivista, amico di Ester. Seppur egli faccia parte di quella frangia che animò il sessantotto con le contestazioni, le occupazioni, le manifestazioni contro un sistema ritenuto malato e ipocrita, seduce Elisa.
È proprio il contrasto tra la vita di Elisa e quella di Marco che innesca l’amore insinuatosi nella frenetica vita del ragazzo, attivista convinto, idealista acceso. Con profondità sono narrate le vicende dei personaggi principali, dove è messa nudo la loro psicologia, dove sono posti in risalto le loro paure, le loro ambizioni, i loro dubbi. La tenace, nonché audace, figura di Ester, i cui tratti psicologici sono possentemente descritti dall’autrice, sovrasta tutti a partire dal padre che condanna a priori, mostrando sempre i più acuti preconcetti, la militanza della figlia e di tutti coloro agiscono come lei.
Toccanti sono i richiami storici, densi di significato, che propongono una versione dei fatti difficilmente riscontrabili altrove, in cui viene chiarito che gli animatori del sessantotto, come Marco, non si riconobbero nell’eversione e nella lotta armata del cupo periodo degli anni di piombo; per questo, abbandonarono la militanza ritenendo esaurito il proprio compito.
La cifra letteraria è efficace e fluida quanto essenziale, in cui si comprende la volontà dell’autrice di conferire un carattere sanguigno là dove necessario. Uno stile particolare quello della Magnani, che adottando l’intreccio narrativo avvince e coinvolge, trascinando il lettore ineluttabilmente fino all’ultimo capitolo.
Come in “L’ombra del vero”, non viene concesso spazio alla banalità e in tutto il romanzo è Elisa a portare per mano il lettore, inducendolo a quella riflessione proprio come deve succedere quando si legge un buon libro.
Acuto è un romanzo che lascia qualcosa dentro e ha diritto a essere collocato al giusto posto nell’ambito della buona Narrativa contemporanea.

(Giovanni Margarone, 2 luglio 2019)

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