RASSEGNA STAMPA: sul Messaggero Veneto altro articolo sulle “Ombre”

Messaggero Veneto del 20 marzo 2019
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RASSEGNA STAMPA: ARTICOLO APPARSO NEL BLOG “KARATE BLOG INTERNATIONAL” SU “LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE”

PUBBLICO L’ARTICOLO APPARSO NEL BLOG” KARATE BLOG INTERNATIONAL” CHE COMMENTA “LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE”

CLICCATE SUL SEGUENTE LINK:
KARATE BLOG INTERNATIONAL

RINGRAZIO SENTITAMENTE PER LA PUBBLICAZIONE MASSIMO GIULIANI, CARMEN SANSONETTI E L’ADDETTA STAMPA FRANCESCA GHEZZANI

VI RICORDO CHE QUESTO ROMANZO E’ IN VENDITA PRESSO QUESTE LIBRERIE (CLICCARE QUI): LIBRERIE ITALIA

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… E ALTRE ANCORA ANCHE IN FORMATO EBOOK

… E ANCHE NEL 2019 CONTINUANO A VIVERE I MIEI LIBRI…

Leggete, condividete, giudicate!
Mi rivolgo a Voi cari lettori, bloggers e amici che amano questo bellissimo mondo della letteratura. Seguite le novità di questo nuovo anno e attendo i Vostri preziosi giudizi!
… IO, INTANTO, CONTINUO A SCRIVERE …

LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE  Romanzo
(SECONDA EDIZIONE 2018)

MARGARONE GIOVANNI LE OMBRE DELLE VERITA' SVELATE COVER

Gianni, un orfano siciliano che ha fatto fortuna in Irlanda grazie alla sua arte, è invitato a presentarsi a Cuneo per motivi ignoti. Nel Piemonte del dopoguerra Luigi, un uomo intraprendente quanto egoista e spregiudicato, riesce a mettere su un impero. Altrove – in Friuli – Costanza viene cresciuta con amore dai suoi genitori; ma il terremoto del ‘76 si abbatterà sulla sua vita… Su queste tre storie si allunga l’ombra della verità. Quale sarà mai?

Commento di Enrico Marras, artista e poeta.

Tre esistenze, solo apparentemente distanti, si intrecciano ineludibilmente nell’ultimo romanzo dell’autore ligure, ma friulano d’adozione, Giovanni Margarone.

Gianni è un pittore siciliano che vive le inquietudini della sua condizione di orfano (profondamente narrate, in un lacerante percorso esistenziale, a Pietro, fortuito compagno di viaggio anch’egli in attesa di un volo aereo da Dublino verso l’Italia).  Tale stato di abbandono si protrae nei rapporti umani che si susseguono, dal ceramista mastro Gaspare alla fidanzata Chiara, dall’amico Giuseppe al critico d’arte irlandese John, personaggi magistralmente tratteggiati ed inseriti di volta in volta in seno ad ambientazioni suggestive, dalla Sicilia a Torino passando da Cividale del Friuli sino a Dublino (ove si condenserà il suo successo artistico), in un intenso crescendo emozionale che vedrà presso uno Studio Notarile di Cuneo il suo epilogo. Luigi è un militare piemontese che durante la seconda guerra mondiale combatte nella Sicilia occupata dagli alleati e durante le vicissitudini belliche, a seguito di un ferimento, trova riparo da una famiglia presso Caltagirone. Dopo un travolgente, ma sotterraneo, rapporto passionale con Maria (nascosto al possessivo padre Giorlando), Luigi risale l’Italia tornando nel suo Piemonte, accolto dall’affetto della madre Teresa. In questa nuova vita emerge il reale carattere spregiudicato di Luigi che crea un impero economico (coadiuvato dal fedele ragioniere Ferrero), esibendo un ”modus vivendi” decisamente anaffettivo e a tratti violento (esemplificativi i rapporti con la moglie Alberta e con l’operaia Sonia, senza dimenticare la scena drammatica, volutamente enfatizzata, del licenziamento di una sua dipendente). Costanza è una donna friulana (precisamente di Gemona del Friuli) molto legata ai suoi genitori ed in particolare al padre Ermete, ma all’improvviso il terremoto del 1976 cambierà la sua vita. I momenti drammatici, successivi al sisma, vedranno la comparsa del soccorritore Francesco col quale si instaurerà un profondo rapporto sentimentale e la creazione di un solido nucleo familiare. Su tali esistenze si proietterà un’ombra inattesa densa di tensione emotiva e mistero con un finale sorprendente, che non lascerà indifferente il lettore.

La terza esperienza letteraria di Margarone vive di un attento e vivace intreccio narrativo composto da storie variegate che si riannodano nel finale, in uno sviluppo narrativo estremamente scorrevole e, simultaneamente, intriso di pura passione, ove emergono, in particolare nell’artista Gianni, i patimenti a tratti presenti nel personaggio di Francesco in “Note Fragili” (precedente romanzo dell’autore). Si nota in Giovanni Margarone una spiccata attenzione alla letteratura ottocentesca russa e francese (in particolare Fiòdor Dostoevskij e Gustave Flaubert, quest’ultimo menzionato, con la sua “Madame Bovary”, in un dialogo fra Gianni e Chiara) senza dimenticare i riferimenti al novecento italiano, nelle figure di Luigi Pirandello (“Il fu Mattia Pascal”) e Italo Calvino (“Se una Notte d’inverno un viaggiatore”). Si consolida ulteriormente la cifra stilistica dell’autore che gli permette di raggiungere, con quest’opera, un equilibrio narrativo maturo e consapevole, tale da rendere il romanzo coinvolgente nella sua ricerca di una verità sofferta e mai scontata.

Il romanzo con il titolo della precedente edizione  “L’ombra della verità” è stato classificato finalista secondo ex aequo al Concorso Eccellenze di Castiglione Cosentino.

MARGARONE GIOVANNI DIPLOMA

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NOTE FRAGILI
Romanzo
(SECONDA EDIZIONE 2018)

MARGARONE-GIOVANNI-NOTE-FRAGILI-COVER

Un giovane consacra la sua intera esistenza al suo unico, grande amore: la musica. Ma nel frattempo la vita scorre, anzi fugge lontana, e l’amore, passo dopo passo, cambia volto in un vorticoso succedersi di false speranze, rabbie, delusioni. Gli sarà dunque possibile mostrare al mondo il suo talento? Oppure, magari con l’aiuto di un’incantevole violinista, scoprirà che esiste un universo che nessun pentagramma – neanche il Rondò a Capriccio di Beethoven è in grado di contenere, grande come quel mare che da bambino contemplava attraverso la finestra della sua cameretta?

Commento di Enrico Marras, artista e poeta.

L’esistenza di Francesco è immersa in una intensa sensibilità che si estrinseca nella passione musicale, alla quale si dedica in un percorso irto di difficoltà familiari (comprensione materna e incomunicabilità paterna), nella suggestiva ambientazione di un borgo ligure affacciato sul mare.
Nonostante le vicende avverse (fra cui l’amore non ricambiato con Sandra), diviene determinante l’amicizia con Michele, maestro di pianoforte e primo estimatore del talento di Francesco, che porterà il protagonista del romanzo ad esibirsi prima nel sud della Francia per poi raggiungere Parigi.
Tale cammino si sviluppa in un susseguirsi di emozioni e conoscenze (fra le quali spicca il personaggio di Philippe) e di eventi dolorosi (il drammatico incidente per riavvicinare Sandra e la commovente perdita del suo amico Michele).
Ma sarà l’amore con la violinista croata Ana che permetterà a Francesco, in un momento dilaniante della sua carriera artistica, di scoprire nuove “partiture” esistenziali in un finale inaspettato e denso di pathos.

Il romanzo (seconda esperienza letteraria di Giovanni Margarone) scorre fluido in una intensa narrazione che, in particolare nei patimenti del giovane protagonista, attinge da Dostoievskij (il Raskolnikov di “Delitto e Castigo”), Goethe (“I Dolori del Giovane Werther”) e Foscolo (“Ultime lettere di Jacopo Ortis”), mantenendo costantemente una sua vivace originalità descrittiva ed emozionale.
Un libro che, nella sua piacevolezza, permette al lettore di immedesimarsi nelle profonde inquietudini di Francesco, ponendosi delle non facili domande sulla tortuosa ed ineffabile ricerca della propria (personale) felicità.

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RACCONTO INEDITO: L’AMICO di Giovanni Margarone

margarone2

Questo racconto inedito  l’ho scritto quest’estate, ispirato dall’amicizia che ho instaurato con uno straordinario ragazzo del Senegal. Voglio pubblicarlo qui, ora, a pochi giorni dal Natale, per ricordarci che siamo tutti fratelli e sorelle, che il sole ci lambisce indistintamente e non fa differenze di razza, religione, genere e condizione sociale. Che dobbiamo rispettarci tutti e amarci l’un l’altro, bandire da noi il pregiudizio, l’indifferenza e qualsiasi forma d’intolleranza e non solo a Natale, ma sempre, ogni istante della nostra vita. Dedico questo racconto al mio amico Dieng, persona straordinaria, che vive a Genova, al quale è rivolto il mio pensiero e il mio affetto.

L’amico 

Solo, su una spiaggia deserta nella tarda primavera, avevo di fronte a me la calma distesa del mare. I gabbiani, indisturbati, libravano nel vento fresco del mattino. Mi sentivo lambire il volto da quell’aria che respiravo a pieni polmoni. Lontano dai ritmi incalzanti della vita, ascoltavo il silenzio rotto solo dal lieve sciabordio delle onde che s’infrangevano sulla battigia. I raggi del sole facevano scintillare la superficie del mare. Stavo bene lì, solo. La folla mi ha sempre soffocato, inquietato, disturbato. Una misantropia radicata in me sin da quando ero bambino, per questo amavo quella spiaggia deserta. Chiusi gli occhi. Quella quiete m’induceva a vagare in un mondo di sogni, spinti come cirri leggeri nel cielo. A un certo momento, mentre il sonno stava abbracciandomi come fa una madre al figlio, udii un rumore di passi sulla spiaggia ghiaiosa. Aprii gli occhi e mi voltai di scatto. Quel crepitio aveva rotto il sacro silenzio. Scorsi un venditore ambulante che si dirigeva verso me. Mi indispettii, non volevo vedere nessuno. Era alto, dalla pelle color dell’ebano; calzava una coppola di lana. Sorrideva, i suoi denti eburnei risaltavano sul suo volto scuro. Mi salutò con un “ciao”, io gli feci un sorriso stiracchiato; ero infastidito. Non sopportavo i venditori ambulanti sulle spiagge che spesso con insistenza volevano che tu comprassi loro qualcosa. Era il mio egoismo associato alla misantropia; me ne rendevo conto, alle volte, ma non riuscivo a farci niente. Non sopportavo né neri, né gialli, né bianchi, il mio microcosmo era sigillato, asettico; ero fatto così, da sempre. «Come va?» mi chiese in un italiano stentato. Gli risposi: «Va…». Con quella mia parola speravo che se ne andasse, volevo starmene in pace e godermi la quiete che regnava in quella spiaggia. Disinvolto, si sedette accanto a me e appoggiò il braccio sulla mia spalla. Ma io mi irrigidii. «Perché tu così serio? Non stai bene?» mi domandò sorridendo. Lo guardai dritto negli occhi con stizza. «Sto bene… sì…» gli risposi quasi seccato. «Poca gente oggi qui, forse troppo presto ancora per mare qui» mi disse sconsolato. «Sì, perché siamo in maggio… è presto ancora» gli dissi serio. Lui continuava a sorridermi. Il sole del mattino stava facendosi più caldo. Avevo il timore che insistesse nel vendermi qualcosa delle sue cianfrusaglie. Il mio istinto mi portava a respingerlo, avrei voluto che se ne andasse subito via. Ma lui mi guardava negli occhi e continuava a parlare nel suo italiano misero, inframmezzando parole in francese e non se ne andava. Però, a un certo punto, percepii che il suo radioso sorriso era più forte del sole che ci lambiva. Mi sorprese. Pensai alla vita che conduceva, lì a vendere sotto il sole paccottiglie sulla spiaggia come tanti altri venditori che sciamano nei nostri litorali. Le sue parole effondevano calore e sembrava che svelassero un intenso bisogno di amicizia. Mi raccontava di essere del Senegal, di avere quattro figli e una moglie che non vedeva da due anni; di avere i genitori di veneranda età. E lui era partito alla ventura, armato di un sacco di juta e pochi dollari verso l’Italia rincorrendo i suoi sogni. Aveva lasciato i suoi affetti, i luoghi dove era cresciuto, tutto. Lui ora era in terra straniera, solo. Pensando alla mia iniziale reazione nei confronti di quell’uomo, mi sentii improvvisamente un vile, avrei voluto sotterrarmi sotto la sabbia su cui appoggiavo i piedi e pensai alla mia condizione esistenziale, isolata e fredda. Il mio mondo non poteva capire il suo, anzi, lo evitava. Ma egli non esternava la sua sofferenza, sembrava felice. Eravamo due uomini soli sotto lo stesso cielo illuminato da quel sole che non faceva distinzioni, che faceva respirare il mondo con la sua energia. A un certo punto, il sangue gelido che scorreva nelle mie vene lo sentii improvvisamente scaldarsi. Il cuore lo sentii pulsare. Gli sorrisi, iniziai a parlargli in francese, un qualcosa mi diceva che dovevo metterlo a suo agio. Quella parte recondita di me, quella chiara, la più bella, stava riaffiorando come fini bolle d’aria che salgono verso il pelo dell’acqua. Un’empatia che mai avevo provato, colpito dallo stato d’animo di quell’uomo che aveva la mia stessa età. Mi sentii improvvisamente come lui, si erano azzerati i miei pregiudizi, la diffidenza, il timore. Stavano prevalendo l’affetto, la comprensione, la bontà. Dietro le mie spalle curve, stava diradandosi la caliginosa oscurità della vita che avevo sempre condotto e cominciavo a provare una felicità mai incontrata. Ma la mia non era compassione, stavo iniziando a capire cos’era l’amicizia e tutto ciò lo stava traendo fuori da me lui: Dieng. Non voleva che comprassi nulla da lui. Voleva solo la mia amicizia; quell’intimo e immortale sentimento talvolta raro nel genere umano perché oscurato dall’odio. I miei occhi ora luccicavano come i suoi, scuri e profondi; i nostri volti erano illuminati dal riflesso del mare. Parlammo ancora, ci scambiammo le nostre esperienze di vita. E mi disse che ero un uomo buono, che avrebbe pregato sempre per me rivolgendosi ad Allah, il suo Dio. Era la prima volta che mi sentivo felice e quella spiaggia, quel mare, erano diventati il teatro della mia palingenesi esistenziale. Quella mattina la mia vita era cambiata, tutto era cambiato. La mia tristezza di uomo solo per causa mia la vedevo diradarsi e poi sparire come le nuvole che ogni tanto correvano nel cielo. Avevo vissuto sempre sotto una nube nera che oscurava il sole. Dieng, nonostante tutto, aveva vissuto sempre sotto il sole, la sua natura lo portava a pensare comunque in positivo, grazie al suo pragmatismo, sebbene la sua vita fosse un’impervia strada, sempre in salita. Quell’estate la passai così, incontrando sempre il mio amico, il primo della mia vita. Poi la stagione finì e non lo rividi mai più. Mi aveva detto che voleva tornare in Senegal nel suo mondo. Di lui mi resta solo una foto che ho sul mio comodino, il suo sorriso mi dà forza ogni mattino della mia nuova vita.

Giovanni Margarone 2018 © Tutti i diritti riservati

PUBBLICATO DALLA CASA EDITRICE KIMERIK IL ROMANZO “NOTE FRAGILI”

MARGARONE-GIOVANNI-NOTE-FRAGILI-COVER

 

ANNUNCIO CHE E’ STATO PUBBLICATO DALLA
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IL MIO ROMANZO

“NOTE FRAGILI”

presto disponibile nelle librerie e sugli store on-line.

TRAME E COMMENTO LI TROVATE SU I MIEI LIBRI

Si parte con la presenza del libro nelle seguenti Fiere:

Bordighera (IM) dal 07 al 09 settembre 2018

Treviglio (BG)     dall’08 al 09 settembre 2018

Firenze                  dal 27 al 29 settembre 2018

Susegana (TV)     dal 06 al 07 ottobre 2018

FRANCOFORTE
(Frankfurter Buchmesse) dal 10 al 14 ottobre 2018

Chiari (BS)            dal 02 al 04 novembre 2018

Pisa                         dal 09 all’11 novembre 2018

Salone Cultura a Milano 19 e 20 gennaio 2019

PUBBLICATO DALLA CASA EDITRICE KIMERIK IL ROMANZO “LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE”

MARGARONE GIOVANNI LE OMBRE DELLE VERITA' SVELATE COVER

 

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“LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE”

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Bordighera (IM) dal 07 al 09 settembre 2018

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Chiari (BS)            dal 02 al 04 novembre 2018

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Salone Cultura a Milano 19 e 20 gennaio 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

TRASFORMAZIONE su Insubria Critica

TRASFORMAZIONE

 

 

Ho pubblicato su Insubria Critica (che ringrazio sempre per concedermi questi spazi) quest’articolo che induce a una riflessione sul mondo contemporaneo.

Leggi l’articolo:

TRASFORMAZIONE di Giovanni Margarone