RASSEGNA STAMPA: RECENSIONE DE “LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE” a cura di Tiziana Viganò

TIZIANA VIGANO’, CHE RINGRAZIO,  HA PUBBLICATO QUESTA RECENSIONE SULLA RIVISTA SOLOLIBRI.NET, CLICCATE QUI SOTTO:

RECENSIONE LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE

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La letteratura è vita

Quando si parla di letteratura, forse non si può cogliere l’esatta percezione del fenomeno, perchè le sue origini, che s’affondano nella profondità del tempo, fanno sì che tutto sia poliedrico, immenso. Un universo che per grandezza eguaglia quello cosmico perchè tende all’infinito.

Ed è un universo in continua evoluzione, che ha seguito le trasformazioni dalle lingue e che viaggia in parallelo con quella cultura orale tramandata da una generazione all’altra arrivata fino a noi.

Non si può negare che la scrittura e l’oralità siano sempre state contemporanee e legate fra loro, perchè il sistema di codificare il messaggio orale risale per lo meno dai Sumeri. Ed è grazie ai documenti, giunti fino a noi, che è stato possibile scoprire e conoscere le antiche civiltà e la loro cultura.

Nel mondo occidentale, è senza ombra di dubbio la civiltà greca quella che ha influito di più sulla cultura occidentale. E Omero recitò i suoi poemi oralmente, fino a quando poi furono trascritti. Questo gigante, grande padre indiscusso e venerato nei secoli, del quale si hanno vaghe notizie sulla sua vita a tal punto da avere dubbi sulla sua stessa esistenza, ha lasciato ai posteri opere immortali, dalle quali non solo è stata tratta ispirazione per altrettante opere immortali nel corso dei secoli, ma da quel greco antico sono derivate in parte talune lingue moderne, come l’italiano.

Successivamente fu la latinità, d’indubbia influenza greca, a fondare i pilastri linguistici e culturali dell’occidente giunti fino a noi, filtrata nel periodo medievale, senza i quali nulla di ciò che diciamo e leggiamo potrebbe esistere.

Certo, è un discorso complesso che non si può compendiare in queste poche righe. Ma il risultato è stato uno: la letteratura. Uno scibile umano dalle nobili origini rinnovatosi nel tempo, nel corso del quale ogni epoca. La letteratura in prosa e poesia fu conosciuta fino al XVIII secolo con l'”eloquenza” (la lettura in pubblico delle opere scritte), poi abbandonata con la diffusione dell’editoria, mentre il teatro (che ha nella tragedia e nella commedia in sui pilastri fondamentali) è giunto trionfale  fino ai nostri giorni.

Così la letteratura è arrivata ai nostri giorni, imponendosi sempre nel vasto panorama culturale, perchè è la magia delle parole, che scaturisce dalla creatività dell’autore, scrittore, poeta o drammaturgo che sia, e che continua a stupire, arricchendosi senza mai fermarsi.

Forse è proprio grazie alla letteratura che l’uomo ha raggiunto quel desiderio d’immortalità. Come non pensare che Dante sia vivo fra noi quanto leggiamo un canto della Divina Commedia? La sua voce continua ad echeggiare ovunque, perchè la letteratura è voce. Una voce che ha sconfitto il freddo silenzio della morte tanto temuta dall’uomo. E questa immortalità rende peculiare una delle più grandi manifestazioni umane che è la letteratura. Non ci sarà catastrofe che annienterà le lettere qualcuno ha detto ed aveva ragione: i cataclismi della storia, in cui l’uomo stesso sembrava si annientasse, non sono riusciti ad uccidere la letteratura.

La letteratura è vita e parla della stessa vita dell’uomo, con le sue fragilità, le sue paure, le sue speranze, le sue verità e i suoi misteri. Con la letteratura l’uomo si riattualizza e corre verso l’infinito.

Ciò che si scrive oggi continuerà a vivere un domani, vivrà per sempre.

(Giovanni Margarone, 2019)

IL TEMPO PERDUTO

Rievocare le ceneri del passato per guardare al futuro oppure demolire il passato per costruire il futuro?

È un dilemma che strugge, soprattutto è presente nelle giovani generazioni che poco propense sono a considerare il passato.

Spesso un certo passato è solo da dimenticare perché non può essere riproposto o riattualizzato, analizzare il passato per trarre da esso un’essenza positiva per la società attuale è impresa assai ardua: tutto fa pensare che il tempo dietro di noi sia solo perduto e che sia vana l’esperienza pregressa.

Ma cosa significa il “passato”?

Tanti lo identificano con il tempo perduto, l’oblio, il finito: l’arcaico non si adatta all’attuale, tutto dev’essere moderno; alcuni invece la pensano all’opposto: il passato è vivo in noi, l’agire nostro deriva dall’agire dei nostri avi, il pensiero nostro è l’evoluzione del pensiero dei nostri avi, in tutto c’è del buono, basta trovarlo, isolarlo e valorizzarlo. Lo scorrere del tempo è irrefrenabile, dimenticare è facile tanto quanto sia non pensare al domani, ma si dimentica ciò che non piace e ciò che non si vuole più, e come nella nostra sfera personale, anche la società dovrebbe sforzarsi a trarne il buono dal passato senza che questo sia, però, l’unico modo per dare un senso al mondo attuale, ciò sarebbe grave, vorrebbe dire assenza assoluta di idee, aridità di iniziativa: un mondo destinato a morire. Bisogna rendere vivo il presente, alimentarlo continuamente, fornirlo di quel terreno fertile che funga da volano al fine di avere una società intraprendente, sorprendente, libera. Il passato non è tempo perduto, tutto ciò che è stato ha formato l’uomo di oggi, dovrà essere la sua saggezza a fargli comprendere cosa non deve ripetersi dalla storia per evitare quei famosi corsi e ricorsi storici che hanno dannato sempre l’umanità.

© Tutti i diritti riservati

(Giovanni Margarone, da Oltre l’orizzonte, 2013)

RASSEGNA STAMPA: ARTICOLO APPARSO NEL BLOG “KARATE BLOG INTERNATIONAL” SU “LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE”

PUBBLICO L’ARTICOLO APPARSO NEL BLOG” KARATE BLOG INTERNATIONAL” CHE COMMENTA “LE OMBRE DELLE VERITA’ SVELATE”

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RINGRAZIO SENTITAMENTE PER LA PUBBLICAZIONE MASSIMO GIULIANI, CARMEN SANSONETTI E L’ADDETTA STAMPA FRANCESCA GHEZZANI

VI RICORDO CHE QUESTO ROMANZO E’ IN VENDITA PRESSO QUESTE LIBRERIE (CLICCARE QUI): LIBRERIE ITALIA

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L’homme de Noël

E’ con questa poesia in francese, scritta da me anni fa, che voglio augurare a tutti Buon Natale, con un pensiero rivolto a chi è povero e solo.

L’homme de Noël

Un jour en hiver
l’homme passe pour une rue de verglas
Il fait froid, très froid
le temps c’est passè
la pensèe de l’homme tombe  sur la neige
qu’est-ce-que vous faites? Dit une madame qui passait just à côté
je suis pouvre madame, dit l’homme
la vie ne m’a pas donnè rien!
maintenant c’est Noël
les enfant et tout le monde attend les cadeaux
… et pour moi? Que-est-ce qu’il ya?
Noël n’est pas  rien pour moi
je n’ai pas un sou
pour le pauvres Noël est toujours le même jour!
si le monde à Noël ne pense pas aux pauvres, qu’est-ce-que ce Noël?
La neige tombe sur l’homme, il fait froid, pour lui-meme  n’est pas Noël.
Giovanni Margarone (2012)