L’UOMO E’ VERAMENTE LIBERO?

 

E’ riguardo al concetto di libertà che oggi vorrei che si meditasse, prendendo come spunto ciò che può rappresentare l’immagine qui sopra: l’uomo è veramente libero di fluttuare verso il cielo azzurro o non riesce a uscire dal quel contenitore di vetro che simboleggia ciò che lo vincola nel corso della sua esistenza? Per aiutare nella riflessione, propongo quest’articolo tratto dal mio saggio “Oltre l’orizzonte”.
L’uomo è veramente libero?
L’uomo è un essere libero ma schiavo della sua ragione; libertà e schiavitù: stanno tra loro come il bianco e il nero, la vita e la morte, l’uno e lo zero, possono coesistere due condizioni opposte, oppure sono opposte solo da certi punti di vista?
L’uomo ha lottato, lotta per la libertà: la libertà fa progredire, sviluppa, è un qualcosa che fa bene, il mondo di ieri, senza andare troppo indietro, quello dei nostri nonni, aveva poca libertà, nella miseria il popolo, oltre a soffrire la fame, non aveva diritto di esprimersi liberamente, non aveva diritto ad un’istruzione, non aveva diritto ad una posizione sociale, era privato sostanzialmente della propria dignità; milioni di persone erano nelle mani di pochi regnanti e oligarchie ristrette, dittature, dove erano ben definite invece le classi sociali che gestivano incontrastate il potere, ma la limitazione dei diritti elementari di ogni persona causata dalla completa soggezione ad un sistema non è la sola forma di privazione della libertà, paradossalmente l’uomo può essere schiavo di se stesso anche inconsciamente poiché vincolato dal suo stesso sistema di vita, perché influenzato dalla miriade di condizionamenti del mondo esterno. L’etologia ci insegna che anche l’animale, essere che non ha il grado evolutivo dell’uomo, modifica il suo comportamento a causa di stimoli esterni; nell’uomo il comportamento appreso attraverso l’educazione e la conoscenza assume una connotazione diversa grazie alla ragione che lo contraddistingue quale essere intelligente.
L’uomo moderno che si è evoluto grazie alla sua intelligenza, si è auto creato i condizionamenti diventando, pur essendo formalmente libero, schiavo del suo stesso progresso; esempi?
Ce ne sono svariati: il consumismo, la comunicazione portata all’esasperazione, il bisogno ossessivo di essere circondato da cose sempre più sofisticate e, talvolta, inutili, lo stressante stile di vita gravitante attorno alle città, il denaro; il potere, tutte cause di una schiavitù moderna che hanno privato l’individuo della sua indipendenza più intima.
Bisogna riflettere molto, specialmente per le nuove generazioni che vivono già ora come normali determinati stimoli esterni quasi fossero già scritti nel loro DNA, è un serio pericolo poiché essere succubi anche involontariamente e passivamente di determinati condizionamenti esterni, può nuocere sulla comprensione dei veri valori della vita.

© Tutti i diritti riservati

(Giovanni Margarone, da “Oltre l’orizzonte”, 2013)

 

 

 

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